La storia del nostro ristorante.


Del Ristorante Torre si hanno notizie a partire dalla seconda metà dell’ottocento. L’antica osteria aveva nome la “Torre di Malakoff”( trattoria con alloggio), in ricordo di un episodio della guerra di Crimea, cui, nel 1855, aveva partecipato il Piemonte di Cavour.


Anche da Vigevano era partito un contingente di soldati. Nel settembre del 1855 veniva attaccata la ridotta di Malakoff, chiave del sistema difensivo russo, la torre cadeva e la notte stessa i russi iniziavano l’evacuazione di Sebastopoli. Nel giugno del 1856 a Vigevano veniva annunciato il ritorno dei vittoriosi soldati concittadini. Per loro si ordinavano grandi festeggiamenti e a ricordo dell’avvenimento restava il nome dell’osteria.

In seguito la Torre viene ricordata come occasionale luogo di ritrovo del “Club Dei Maicuntent”. I soci di questo club dal nome originale, signori vigevanesi come il cav. Giovanni Battista Cazzani, l’avv. Francesco Cagnola, il cav. Giovanni Colli Tibaldi, non disdegnavano di mangiarsi una “buseca“ cucinata con perizia dalla Varesa, la proprietaria di quei tempi. La sera più indicata era quella del venerdì quando la donna cucinava anche per il mercato del giorno successivo, che si svolgeva nelle vicinanze.
Per diverse decine di anni, la “buseca” della Torre di Malakoff mantiene la sua fama, anche se l’osteria perde il Malakoff e rimane solo “ la Torre”.
Esiste una curiosa diceria legata al Torre e ad Eleonora Duse. I più asseriscono che la grande attrice drammatica sia nata nel 1858 al “Cannon d’Oro”, albergo lussuoso anticamente situato in Via XX Settembre. Altri sostengono che provenendo la Duse da una famiglia di guitti, è assai più probabile che fosse nata nella più modesta Torre di Malakoff, che si trovava oltretutto di fronte all’antico teatro Colli Tibaldi , dove si tenevano numerose rappresentazioni.

Ma passiamo alla storia moderna: nel 1948 Alberto Molgora acquistò la gestione del locale. Egli, proveniente da una famiglia di pasticceri, si era impratichito in numerosi e importanti ristoranti, come l’ Hotel Regina Margherita di Genova e il Savini di Milano. Aveva per lungo tempo gestito il bar del Club Alpino Italiano, allora sito alla Casa Testanera, in Corso Vittorio Emanuele. Per i soci del club , oltre a preparare cene e rinfreschi, aveva anche gestito il Rifugio Vigevano al Col D’Olen.
Era noto già ai tempi per la sua capacità di interpretare al meglio la nostra cucina regionale, con qualche breve excursus nella cucina internazionale, che aveva appreso negli Hotel della Riviera .

Le specialità della Torre di allora erano legate all’abbondanza stagionale di prodotti quali la selvaggina e il pesce del fiume Ticino, senza dimenticare piatti della cucina povera come il ragò (nome vigevanese della più milanese casseoula) di maiale o d’oca, i vari risotti, il guazzetto di rane, il minestrone di riso, sempre presente nel menù, che veniva servito fumante in inverno e freddo e denso, quasi un risotto, in estate. Molti degli antichi avventori erano soliti aggiungere, come si usava a quei tempi, alla suddetta minestra, vino rosso, pane e addirittura latte freddo.

Col passare del tempo la gestione è passata da padre, a figlia, a nipote: le cose non sono cambiate tantissimo… neanche i clienti. Infatti annoveriamo clienti abituali che siedono giornalmente ai nostri tavoli da quarant’ anni. E se è vero che a tavola non si invecchia, potremmo dire che i nostri amici, grazie alla cucina e all’ambiente familiare, sono stagionati al meglio, come formaggi nella cantina di un affinatore.




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